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| 7-28 aprile
2002 |
Il nostro vicepresidente
Ermanno Barchiesi espone la mostra "Michele Alboreto, un campione per amico" al
Centro Culturale Cascina Grande, Via Togliatti, Rozzano (MI). www.cascinagrande.it |
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| La carriera sportiva di un grande campione di
automobilismo come è stata quella di Michele Alboreto, non è sufficiente a descrivere la
grandezza delluomo.Questa mostra vuole celebrare il pilota di Formula Uno ma
vuole anche ricordare lamico e l illustre cittadino che non è più con noi e
che, ad un anno dalla sua tragica scomparsa, ci manca tantissimo.
La mostra è suddivisa in
due sezioni principali:La carriera sportiva
Luomo Michele Alboreto
La prima
sezione comprende le immagini fotografiche, alcune tute, caschi e trofei che ripercorrono
i momenti più significativi della carriera sportiva di Michele.
Dal debutto
(giovanissimo) sulla formula Monza nel 1976, acquistata di terza mano con i soldi
guadagnati in officina, ai primi successi in Formula Italia con la Scuderia Salvati; al
passaggio alla professionale Formula 3 e la vittoria del campionato Europeo nel 1980, ai
primi approcci con le vetture Sport della squadra ufficiale Lancia, sono i temi delle
prime immagini.
Il passo
successivo è la Formula Uno contemporaneamente alla Formula 2 (che darà a Minardi
lunica vittoria in gara) e al Mondiale Endurance sempre con la Lancia. Come i grandi
piloti del passato, Michele era altrettanto veloce sia in monoposto che sulle vetture
Sport ma prediligeva la Formula Uno e con la Tyrrell conquista le sue prime due vittorie
nei Gran Premi Americani nel 1983/1984 prima di passare alla Ferrari.
Certamente
il periodo più rappresentato in questa mostra è quello relativo agli anni 1984-1988
passati nella squadra del cavallino, voluto da Enzo Ferrari che per Michele contravvenne
al suo principio di non avere piloti italiani in squadra dopo la morte di Lorenzo Bandini
nel 1968.
Forse le
doti umane convinsero il grande vecchio di Maranello più dellinnato talento di
questo giovane Rozzanese. Nella mostra si possono ammirare alcune delle più belle
immagini di quel periodo straordinario che portarono Michele al 2° posto nella classifica
del Campionato del mondo di Formula Uno del 1985, oltre alla Ferrari 156/85 portata alla
vittoria al Gran Premio di Germania.
Dopo il
1988, Michele ha disputato il mondiale di F.1 con varie squadre senza però raggiungere i
risultati precedenti e nel 1996 cambia categoria e va a correre sui circuiti ovali
americani nel campionato I.R.L. Lanno successivo, alla sua seconda partecipazione,
agguanta la vittoria alla mitica 24 Ore di Le Mans, al volante di una vecchia Porsche
privata contro lo squadrone delle nuovissime Porsche 911 ufficiali.
Da allora il
suo impegno sportivo è stato rivolto alla classica gara francese che lo ha visto altre 2
volte sul podio: 2° nel 1998 e 3° nel 2000 con lAudi R8s, la vettura con la quale
ha perso la vita in un collaudo sulla pista tedesca del Lausitzring il 25 aprile 2001.
Questa vettura che ha poi vinto la gara di Le Mans dello scorso anno, sarà presente alla
mostra.
Lultima
immagine della prima sezione ritrae Michele al volante della Lamborghini Diablo sulla
pista di Monza (la "sua" Monza) dove ha disputato lultima gara il 23
aprile.
La seconda
sezione della mostra è composta dalle immagini che ritraggono Michele con alcuni amici,
personaggi famosi o semplici tifosi, conosciuti nellarco della sua breve vita , ai
quali ha lasciato un ricordo inossidabile.
Probabilmente
molte persone che hanno conosciuto Michele e sono rimaste colpite dalla sua semplicità e
cordialità come tanti cittadini di Rozzano che lo salutavano per strada come un vecchio
amico, non sono rappresentati in queste foto. Tuttavia negli sguardi e nei gesti che si
possono osservare in queste immagini, si ritrova il Michele Alboreto più vero e più
intimamente sincero: quel ragazzo, quelluomo a cui si stringe volentieri la mano,
non perché è il pilota famoso ma perché Michele sapeva sorriderti col cuore.
Ermanno
Barchiesi 2/02/2002 |
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