Eccoci giunti alla nona edizione del Pentax Day, ed
ecco per la seconda volta il mio nome in calce a questo piccolo resoconto.
Inutile ripetere che per me è un grande onore poter stendere il pezzo sul
nostro annuale ritrovo, mentre è utile e bello per me ribadire che è
stata ancora una volta una esperienza indimenticabile di incontro e
condivisione di questa passione che ci lega.
Ebbene, data la lontananza geografica dal mio luogo di
residenza, Vicenza, anche quest’anno mi sono organizzato per essere in
loco nella giornata di Sabato, e la stessa idea è balenata a molti, dato
il copioso numero di soci già presenti al mio arrivo.
La giornata, come ogni anno, è trascorsa tra i
preparativi, incalzanti ma non febbrili, anche perché erano in parecchi
quest’anno a dare il proprio apporto. Anche le foto presenti erano
numerose, e come avevo promesso lo scorso anno, esortando gli altri soci a
fare lo stesso, ho portato alcune mie stampe, per non giocarmi la faccia
dopo il pistolotto fatto in questa stessa sede nel mio passato articolo.
L’unica nota davvero stonata della giornata è stata
la persistente e battente pioggia, che ha purtroppo connotato tutto il
Sabato. Ad ogni modo non ci siamo persi d’animo e abbiamo lavorato
serenamente fiduciosi in un afflusso comunque abbondante (di persone, non
di acqua) per il giorno successivo.
Quando ormai tutto era pronto, le vetrine, i pannelli,
i tavoli, le foto, abbiamo lasciato l’Hotel Albornoz per raggiungere i
nostri alloggi e sistemarci per la notte in vista della cena.
A proposito di pannelli: quest’anno il lavoro è
stato notevolmente facilitato grazie agli ottimi e praticissimi pali e
relativi supporti forniti dalla Manfrotto Trading (oggi Bogen Imaging
Italia), alla quale va il nostro caloroso ringraziamento.
Il gruppo di soci dei quali facevo parte ha trovato
alloggio all’agriturismo L’Ulivo, molto caratteristico ma dotato per
lo più di letti matrimoniali. Preferiamo mantenere il riserbo sulle
coppie occasionali formatesi per la nottata, per non ingelosire le
incolpevoli consorti e/o compagne.
Alla sera tutti a cena, in una bellissima ed elegante
trattoria qualche chilometro sopra Spoleto. Niente pioggia, ma una
temperatura degna di un buon febbraio. La colonnina toccava i 3 gradi;
avete capito bene, TRE gradi! La cena era ottima e la compagnia
eccellente. Ho anche avuto modo di maneggiare la *Ist D di Dario, sulla
quale avevamo montato il mio 50 f/1,4 FA, e che ci ha permesso con la
fioca luce della sala di scattare dei bei ritratti in luce ambiente.
Discorrendo abbiamo infatti realizzato (bella scoperta dirà qualcuno) che
il cinquantino si comporta sulla *Ist D come un 75 mm f/1,4 nel piccolo
formato, ma con gli ingombri e il costo di un 50. Pensate al fantastico 85
f/1,4 Star che diventa un 120 f/1,4. Una goduria. Anch’io mi sono
convinto quella sera che il digitale non ha solo svantaggi nei confronti
della mia amata pellicola.
A fine serata il freddo si sentiva un po’ meno, grazie all’ottimo
rosso che ha innaffiato la cena, ma ci siamo salutati battendo i denti,
dandoci appuntamento per la mattina successiva. L’anticipo della data
rispetto allo scorso anno ha dato risultati oltre ogni aspettativa, da
oltre 30 gradi a 3, e chi l’avrebbe detto? D’altronde a oltre un mese
e mezzo di distanza, mentre sto scrivendo, la colonnina del mercurio non
supera i 17 gradi, un estate all’insegna della freschezza!