Per raggiungere il Pentax Day 2005 in auto: usciti dal
casello di Grisignano di Zocco, arrivati allo stop, si svolta a destra per
Camisano Vic. Campodoro………. Per chi arriva dalla Statale
Padova-Vicenza, dal centro di Grisignano di Zocco si prende la direzione per
Camisano Vicentino Campodoro, poi proseguire come nella descrizione
sopraccitata.
Leggo le indicazioni sul volantino ricevuto per posta
mentre Massimo guida tranquillo sull’autostrada Milano-Venezia; ci portano
in sicurezza alla Cascina scelta dai vicentini per il nostro decimo
appuntamento. A mezzogiorno il sole di fine maggio quasi perpendicola ed
esalta il rosso di migliaia di papaveri che ci vedono passare per Grisignano.
Lungo la strada infiorata, prossimi alla meta, lungo la strada ecco, ci
appare la Madonna; non proprio, è il Dr. Fabio Augugliaro – Responsabile
PROTEGE – Divisione Foto – intento a decorare una freccia di direzione
gialla con grossi adesivi "PENTAX". Ci rassicura vederlo intento
alla preparazione dell’evento mentre quel rosso Pentax già richiama i
preziosi momenti che verranno. Siamo quasi arrivati.
Eccola, la Cascina Dal Pozzo viene verso di noi per una
dritta strada di campagna fra alberi e campi coltivati. Ampio parcheggio
esterno e recinzione tutto intorno la qualificano come ambiente esclusivo,
dedicato al nostro gruppo per oggi e domani. Passiamo il cancello sull’auto
a passo lento, quasi in punta di gomme. Però – mi dico – rosso Pentax,
papaveri vicentini e festa in Cascina. È già un bel mix.
La struttura è molto grande, ci vuole poco per capire
che non mancano spazi e locali dove sistemare tutto quanto. Vediamo infatti
che alcuni soci, laggiù in fondo a un corridoio, sono già al lavoro e
stanno montando le vetrine in una grande stanza. Ci viene incontro un
signore sorridente, dai candidi riccioli. È Renato Franchini. Un breve
saluto ed è subito letizia; quella che in pochi attimi le persone di qui
sanno dare agli ospiti con il loro modo di fare e parlare, semplice,
discreto e cordiale.
Saluti, presentazioni e sorrisi. Si scarica subito l’attrezzatura
portata da Milano per proseguire nell’allestimento che "Mr. President"
Dario con Maurizio Bertozzi hanno già iniziato da qualche ora. Le varie
squadre di montaggio sono oramai allenate nell’aiutarsi vicendevolmente, i
volontari Danilo Dighero e Umberto Bonaria venuti da Genova si occupano
insieme a noi dei pannelli per la mostra fotografica mentre Dario &
Maurizio vera "coppia di ferro" finiscono il lavoro alle vetrine.
Sono coadiuvati dai romani Fabio & Alberto che sballano pesanti cartoni
contenenti un appetitoso tesoro fotografico tutto Asahi Pentax, tutto di
Fabio. Difficile trovare di più e tutto insieme sulla serie K di Pentax,
considerato anche il robusto apporto fornito da Mister Bogen Imaging al
secolo Arnaldo Calanca che pure sballerà più tardi belle macchine
fotografiche e altrettanto belle ottiche. L’appetito fotografico vien
guardando, estraendo e palpando cotanto corredo. Nella sala accanto prende
velocemente forma lo stand Protege, la sostanza apparirà il giorno dopo
sotto forma di strumentazione fotografica analogica e digitale. Il trio
Protege Fabio/Moreno/Alessandro fa da se e fa per tre. Sullo stesso lato l’inossidabile
Carlesi allestisce l’Officina Tecno 2000 incaricata del controllo gratuito
riservato alle Pentax dei soci e già immaginiamo che ci sarà la fila.
Finendo il montaggio delle strutture si è fatta l’una passata; nello
stomaco suona la campanella del buon appetito.
In cucina hanno già preparato un pranzetto leggero e
nutriente opera del cuoco Renato; vinello bianco fresco per l’occasione
con linguine salsiccia e piselli serviti a noi dodici tutti intorno al
tavolo grande. Ciumbia! che buono questo vinello bianco e fresco, e che
colorino grazioso per una istantanea in controluce con il sole di maggio
dentro al bicchiere. Brindiamo al ritrovarci qui in terra vicentina nella
fresca Cascina.
Nel primo pomeriggio arrivano gli altri: con Ermanno and
family arriva Giuseppe Monga, nostro caro amico paesaggista di Rozzano,
bene, c’è Gianfranco, benissimo. Ne arrivano altri e si ricomincia.
Eccoci intenti a sballare altri piccoli tesori; sono le stampe in
bianco-nero e colore portate dai soci che partecipano al concorso
estemporaneo. Qui ci vuole calma e metodo per ordinare tutto quanto. Ermanno
con Maurizio e Dario sono veloci ed esperti nel ramo, in poco tempo ogni
immagine viene numerata e preparata per l’affissione. Abbiamo 121
fotografie "belle grandi" di cui 74 in bianco-nero a fronte di 99
spazi disponibili sui pannelli. Un successo di partecipazione che merita di
essere tutto mostrato ma come? Esce dall’anonimato il Custode della
Cascina. Breve esposizione del problema con soluzione presto individuata.
Utilizziamo la parete a muro di fronte all’ultima fila di pannelli per
fotografie e il gioco è fatto. Qui vengono affisse tutte le fotografie
portate da Alberto Sarandrea, esperto di nudo femminile. Ci divertiamo a
collocarle sorridendo sotto i baffi e già mi scappa qualche battuta con il
simpatico Umberto sulla sezione fotografica delle "belle
signorine". Così senza malizia; dopotutto sono solo fotografie di
belle ragazze che noi non faremmo, per l’appunto, mai.
Il lavoro di allestimento è finito, possiamo ora
apprezzare tutta la potenzialità ricettiva della Cascina, è ampia ed
immersa nel verde. Lo spazio coperto destinato alla mostra fotografica è
adatto allo scopo: il tetto con copertura trasparente illumina a giorno la
sala sottostante facendo arrivare luce naturale in ogni punto. Di ombre o
riflessi indesiderati sui pannelli…… neanche l’ombra. Insomma un Mega
Bank di circa 20 per 20 metri ben areato e fresco. Una pacchia anche per far
fotografie a chi guarda le nostre fotografie.
La sera ci trova a cena dal nostro amico cuoco ricciolino espressosi in una
gradita performance: risotto con le fragole da non scordare mai. Ci si
mettono pure i romani con un boccione di vino bianco dei sette colli tenuto
in fresco fin dalla mattina (atto preterintenzionale da disciplinare con la
dissoluzione del liquido contenuto nei boccioni tramite assunzione personale
dello stesso attraverso il rito del bevemo finchè ghe semo). Siamo in terra
vicentina e così la sponda locale ci presenta sul finire della cena fresca
birra di produzione propria e grappino per i più audaci. Posso ora dire che
tal coraggio esubera fra noi dell’AOHC, complice questa terra prodiga di
virtuosi mescitori di liquidi alcolici, esperti nell’arte del bere e far
bere bene.
Arriviamo all’Agriturismo fuori città sul tardi, dopo un imprevisto tour
notturno su tangenziale e autostrada inseguendoci a Vicenza…. pardon
vicenda. Fra chiamate ai cellulari con conferenze telefoniche a tre più la
Signora dell’albergo – Massimo.. Dario… la Signora….. ma dove siete?
ma dove eravate finiti! Probabilmente Albertino ha sbagliato strada (buona
però la birra di produzione locale). Scuse formali, grazie che ci avete
aspettato, risate bonarie.
Evabbè dopo la una già si dorme aspettando domenica mattina.